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Cos'è ULTRASOUND ?
ULTRASOUND è un marchio di uno Studio di Ingegneria, non una ditta commerciale. A differenza delle ditte commerciali, il nostro fine ultimo non è il profitto. Lavoriamo con soldi nostri, il che ci rende indipendenti: possiamo permetterci di fare quello in cui crediamo.
Il nostro obiettivo (la nostra "missione") è quello di ottenere il miglior risultato possibile nella riproduzione musicale domestica. Questo nostro scopo si concretizza prima di tutto nello studio dei problemi e nell'elaborazione di nuove soluzioni e tecnologie, in base a principi scientifici e non a logiche commerciali. In secondo luogo, nella produzione di apparati che incorporano le suddette innovazioni, che vengono così messe a disposizione degli appassionati.
Questo approccio porta spesso a soluzioni in aperto contrasto con quelle imperanti sul mercato (dominato dalla logica del profitto). Alcune delle soluzioni da noi proposte vengono bollate come "eretiche", "impossibili" e così via. Noi stessi veniamo definiti "pazzi", quando non "ciarlatani" o peggio (dagli incompetenti, è ovvio). Qui nessuno crede di avere la verità in tasca: però quello che facciamo ha solide basi scientifiche, i risultati lo provano. e non saranno certo le calunnie degli invidiosi a farci cambiare idea.
Il nucleo basilare di ULTRASOUND è costituito, oltre che da Roberto Creazzo, da altri 2 ingegneri e da una collaboratrice amministrativa, cui si aggiungono i collaboratori per la produzione. La superficie occupata è di circa 800 mq., necessaria per il fatto che ci produciamo praticamente tutto.
Un pò di storia
Il marchio ULTRASOUND nasce per iniziativa di un ingegnere, Roberto Creazzo, titolare di uno studio professionale nel settore dellacustica e dellaudio, membro delle principali associazioni scientifiche internazionali (tra cui lAudio Engineering Society). Ling. Creazzo, aggiornato sugli sviluppi scientifici e ricercatore egli stesso, si rende conto agli inizi degli anni ottanta che le potenzialità rese disponibili dalla tecnologia moderna (a quellepoca cominciano ad esempio ad essere disponibili i primi personal computer, consentendo FFT a basso costo) vengono sfruttate poco e male nei prodotti audio. Soprattutto nel settore High-End, che dovrebbe rappresentare la punta più avanzata della riproduzione domestica, non si assiste allapplicazione delle innovazioni e delle scoperte più recenti, ma si continuano ad impiegare tecnologie vecchie di decenni.
Sfruttando invece le possibilità offerte dalla tecnologia attuale (sia a livello di sistemi di calcolo e di misura, sia per quanto riguarda i materiali disponibili) è possibile esplorare strade nuove ed non accessibili in precedenza. La genesi dei prodotti ULTRASOUND nasce proprio da questo semplice assunto: ricercare oggi, con i materiali e le tecnologie più avanzate, la migliore riproduzione possibile in ambito domestico, andando oltre le soluzioni convenzionali e sviluppandone di nuove per superare i limiti imposti dai prodotti attuali.
La ricerca prende spunto dallovvia - ma non banale - constatazione che esistono delle sensibili differenze tra le sensazioni che si provano ad un concerto dal vivo e quelle relative alla stessa musica riprodotta a casa propria. La prima innovazione consiste allora nel metodo di ricerca, che parte proprio dallanalisi comparata dei parametri dei due campi acustici (sala da concerto - ambiente domestico); ling. Creazzo, proprio per la sua professione di consulente in acustica, ha avuto modo di operare in centinaia di ambienti diversi (non solo a carattere musicale, ma anche a carattere industriale) eccitati da stimoli sonori diversissimi, accumulando così una notevole esperienza ed un altrettanto notevole bagaglio di dati oggettivi e soggettivi (tra i quali misure di RASTI, RT60, ETC, C80, ecc.). Da ciò è derivata la convinzione che un sistema di diffusione del suono convenzionale (puntiforme o quasi) non può che approssimare malamente la situazione di un evento sonoro dal vivo e che solo un sistema a radiazione multipolare (cioè formato da numerose sorgenti interferenti tra loro) consente di avvicinarsi a tali caratteristiche. Dopo circa 10 anni di ricerche, migliaia di ore di lavoro ed un investimento finanziario notevole, nasce il primo oggetto destinato in seguito a portare il marchio ULTRASOUND: lHORNBLOWER, un diffusore acustico rivoluzionario, il primo a radiazione multipolare, che sconvolge gli addetti ai lavori (secondo i quali non può funzionare) e gli appassionati (per laspetto estetico e la nuova prospettiva che apre alla riproduzione domestica). Tale diffusore propone unaltra innovazione assoluta: il sistema di riproduzione delle basse frequenze DBL (Double Balanced Line), che consiste nellaccoppiare due distinte linee di trasmissione a due diversi trasduttori facendo in modo che le irregolarità di ognuna siano compensate da quella dellaltra, ottenendo sensibili miglioramenti in termini di estensione, efficienza, distorsione. LHornblower, pur essendo pensata per una collocazione in ambienti domestici, non è comunque un oggetto concepito come prodotto di serie; è piuttosto il risultato di una ricerca intesa a migliorare la riproduzione sonora in ambienti domestici, se vogliamo un po' una Formula 1 dei diffusori acustici, con dei limiti talmente elevati e delle potenzialità così ampie da essere un oggetto estremamente critico sia nei confronti dellimpianto a monte, sia nei confronti delle caratteristiche acustiche del locale. In compenso, si rivela uno strumento di precisione micidiale nellevidenziare pregi e difetti sia degli altri elementi componenti limpianto, sia delle registrazioni stesse, nelle quali si scoprono particolari prima inavvertibili. Questo diffusore impiega 8 trasduttori elettromeccanici di tre tipi diversi per coprire tutta la banda audio; tutti, salvo uno, irradiano anche posteriormente realizzando un sistema a quindici sorgenti virtuali, creando così una distribuzione dellenergia acustica simile a quella presente in una esecuzione dal vivo. Il sistema ha una sensibilità di 100 dB, una risposta in frequenza estesa oltre la soglia delludibile e lavora praticamente senza crossover.
Appurata la fattibilità tecnica di un sistema di diffusione sonora che implementi una radiazione di tipo multipolare tramite la realizzazione di un oggetto estremamente complesso come lHornblower, la sfida successiva è stata quella di semplificare il più possibile, cioè di vedere fin dove si poteva scendere senza intaccare quelle che sono le prerogative di un multipolo: il tentativo sfocia nella realizzazione di un altro diffusore, chiamato PRAXIS a causa della semplicità e delleleganza della soluzione trovata.
Una delle tappe fondamentali che hanno permesso di raggiungere questi risultati è stato lo studio, la ricerca e lo sviluppo di appositi trasduttori. Infatti, uno dei limiti a tuttoggi difficile da superare nel campo dei diffusori acustici deriva dal fatto che in genere, per motivi di costo (e di incapacità progettuale), un diffusore acustico nasce a partire da altoparlanti già esistenti in commercio. Anche se molti dicono di farsi realizzare gli altoparlanti "su specifiche", quasi sempre si tratta solo di una rimarchiatura; nella migliore delle ipotesi si arriva ad intervenire sui parametri di Thiele-Small, che però descrivono il comportamento di un altoparlante solo nei dintorni della risonanza, tutto il resto (dalla gamma medio-bassa in su) è buio totale. Poichè laltoparlante in un diffusore è come il motore in una macchina, usare componenti "standard" non può che portare, nella migliore delle ipotesi, a risultati "standard". Nello sviluppo dei sistemi multipolari, non essendo possibile ricorrere a componenti "standard", è stato necessario progettare gli altoparlanti, ingegnerizzarli, reperire i materiali, fabbricarsi le attrezzature necessarie, ed infine produrli.
Lunica perplessità suscitata dai multipoli, relativa alle loro dimensioni (ed al loro costo), spinge ling. Creazzo a progettare e realizzare oggetti di più facile inserimento in ambiente, rinunciando alla radiazione multipolare ma mantenendo per quanto possibile le altre caratteristiche fondamentali emerse dalla ricerca: alta efficienza, linearità sia nel dominio della frequenza che, per certi versi anche più importante, in quello del tempo, assenza di crossover. Anche in questo caso, è lapproccio al problema che viene sostanzialmente rovesciato; piuttosto che "cucire" un mobile attorno a due o più altoparlanti esistenti, viene prima stabilito un progetto di massima, con lunico limite delle leggi fisiche, e poi si va a progettare e costruire quanto serve per realizzarlo, con un procedimento di approssimazioni successive verso lobiettivo. In questo modo nascono due diffusori accordati: REBUS (14 litri, 92 dB) e ALIAS (28 litri, 93 dB) in cui ogni cosa, dagli altoparlanti al mobile, allassenza di crossover e di assorbenti acustici, è parte di un tutto allinterno del quale i vari componenti nascono per agire in sinergia.
E solo a questo punto che ling. Creazzo decide di affiancare al lavoro di ricerca un risvolto commerciale; nasce (1994) il marchio ULTRASOUND e, senza particolari clamori e nonostante il periodo infelice, iniziano le vendite presso gli operatori più attenti e sensibili, che restano impressionati dalla qualità dei prodotti.
Nel frattempo la ricerca non si ferma; nasce un nuovo diffusore multipolare, lEXCALIBUR, presentato al Top Audio 1995, con unimpostazione timbricamente complementare a quella delle PRAXIS; vengono inoltre proposti un cavo di segnale ed uno di potenza in grado di migliorare sensibilmente il trasferimento del segnale.
Sempre nel 1995 approda ad un primo risultato concreto uno studio relativo ad un particolare amplificatore a transconduttanza che, a differenza dei prodotti commerciali, che sono tutti dei generatori di tensione, è in grado di effettuare il pilotaggio in corrente degli altoparlanti.
Al Top Audio 1996 vengono presentate due nuove versioni (che non sostituiscono, ma si affiancano alle altre) dei modelli REBUS e ALIAS; si tratta delle versioni Light in cui gli equipaggi mobili dei trasduttori sono stati alleggeriti del 30% rispetto alle versioni base, il che consente un suono più aperto e trasparente, particolarmente indicato in abbianamento ad amplificazioni valvolari.
Dal 1997 sono disponibili su richiesta per gli autocostruttori alcuni altoparlanti "sciolti" con sensibilità abbastanza alta da essere pilotati anche da un monotriodo e linearità notevole, tanto da non richiedere filtraggi complicati (possono essere impiegati anche senza crossover). Tali altoparlanti sono derivati da quelli impiegati nei diffusori ULTRASOUND, utilizzando quindi gli stessi materiali e le stesse tecniche produttive.
Nel 1998 vede la luce il terzo modello della serie Energetic: la STRATOS. Trattasi di un modello da pavimento basato su un particolare sistema di riproduzione delle basse frequenze: impiega infatti due linee di trasmissione vuote e di sezione non costante, ognuna delle quali accoppiata ad un opportuno risuonatore.
Nel 1998 vengono anche prodotti i primi esemplari di PARADOX e PARADOSSO, amplificatori integrati per il pilotaggio in corrente derivati dai modelli più grandi
Lattività principale comunque è e rimane la ricerca (attualmente si sta lavorando sia allo sviluppo di un rivoluzionario amplificatore in cui il segnale attraversa un unico componente custom), sia allintroduzione di nuovi materiali e nuove tecnologie costruttive nel campo degli altoparlanti), i cui risultati si cerca - se possibile - di trasferire in prodotti commerciali.
Attualmente i prodotti ULTRASOUND sono distribuiti sia in Italia che in altri paesi europei.
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