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L'impianto multicanale audio-video

 

 

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Premessa

 

Mentre da decenni la stereofonia rappresenta lo standard di fatto della riproduzione domestica, l'evoluzione della tecnologia ha portato ad un ampliamento delle possibilità, con l'introduzione dei sistemi audio-video da un lato e audio multicanale dall'altro. Anche se sembrano esistere standard differenti nei due casi, che tendono a generare molta confusione nell'appassionato, in realtà si tratta sempre e comunque di impianti con 5 -6 canali rispetto ai 2 convenzionali stereofonici.

Una differenziazione appropriata si potrebbe invece fare sulla base del tipo di utilizzo:

La maggior parte delle persone è convinta che le due cose siano incompatibili, ritenendo la qualità degli impianti audio-video non sufficiente per la riproduzione musicale. Si finisce così per avere due impianti distinti, uno per vedere i film (di scarsa qualità, "tanto sono rumoracci") accanto al tradizionale stereo. Questa situazione comporta un aumento dei costi, della complessità, dello spazio occupato.

E' invece assolutamente possibile avere un unico impianto: vediamo come.

 

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La nostra posizione

 

Qualsiasi appassionato di musica si sia recato ad una fiera del settore, o comunque abbia partecipato ad una dimostrazione audio-video, incuriosito dalle potenzialità dell'home theater, è in genere fuggito inorridito. Un suono terrificante, una distorsione da far rizzare i capelli in testa: impossibile ascoltare musica con quella roba! Però... al cinema più o meno ci vanno tutti. Possibile non si riesca a far coesistere musica e film? La nostra esperienza ci dice che non solo è fattibile, ma è anche molto più semplice di quanto si creda.

Riassumendo le attuali possibilità, abbiamo le seguenti situazioni, indipendentemente dallo standard utilizzato:

Analizzando le sorgenti, si hanno invece le seguenti possibilità:

La prima considerazione da fare è che oggi esistono sorgenti multistandard in grado di leggere tutti i formati. Quindi il lettore può essere unico, purchè di qualità adeguata. Tale lettore si occupa della decodifica del formato impiegato, fornendo in uscita il segnale analogico per tutti i canali necessari. Già, ma quanti sono i canali necessari? La risposta è semplice:

in un impianto multicanale i canali necessari sono 4.

Senza considerare l'inutile proliferazione del numero dei canali (che serve solo ad accrescere ulteriormente la confusione) in un tipico impianto multicanale sono presenti un massimo di 6 canali. Uno di questi canali è riservato al subwoofer, la cui gamma è limitata a 120 Hz; gli altri 5 sono a gamma intera (da cui la denominazione di 5.1 canali). In un impianto a 6 canali sono quindi previsti i seguenti canali:

Il subwoofer è un elemento il cui impiego ha avuto una certa popolarità a cavallo degli anni 70-80, per poi sparire dagli impianti hi-fi. Restano a suo discapito una collocazione in ambiente problematica e problemi di integrazione con il resto dell'impianto (senza contare la maggiore complessità, cavi, crossover, ecc.). L'hi-fi ha insegnato che i sistemi bensuonanti devono essere a gamma intera, non sistemi sub+satelliti. Con sistemi a gamma intera il sub non solo non serve ma, se non posizionato ed interfacciato più che accuratamente, fa dei danni enormi: chi non ha presente i rimbombi che si propagano nei corridoi delle fiere?

In un impianto multicanale, il segnale del subwoofer può essere inviato agli altri canali: questo significa che la gamma bassa può essere riprodotta da ben 4 casse invece che da un singolo subwoofer, con indubbi vantaggi qualitativi. Se i diffusori frontali e posteriori sono di qualità adeguata, il subwoofer si può eliminare ottenendo una riproduzione migliore .

Per quanto riguarda il canale centrale, questo serve alla riproduzione dei dialoghi nei film, mentre durante la riproduzione musicale viene utilizzato in maniera analoga ai due canali frontali. In entrambi i casi, il diffusore centrale dovrebbe essere uguale ai frontali, per non creare problemi; di norma, invece, il canale centrale è diverso e di qualità inferiore ai frontali. Questo porta ad alterazioni sia timbriche sia nell'immagine. Poichè il segnale del canale centrale può essere inviato ai frontali, si può fare tranquillamente a meno del canale centrale, senza perdere nulla, anzi guadagnando in qualità. Se è vero che un impianto con il canale centrale suona più forte (ci sono 3 diffusori davanti invece dei soliti 2), la nostra esperienza ci dice che senza si ottiene un suono migliore ed una immagine più ampia ed equilibrata. D'altra parte, se così non fosse, il canale centrale verrebbe usato anche nella stereofonia; invece, dopo una certa popolarità a cavallo degli anni '50, tale soluzione è rapidamente caduta in disuso.

In definitiva, quindi, quello che serve sono i 2 canali frontali e i 2 canali posteriori. I 2 canali frontali coincidono con quelli dell'amato impianto stereo. Seppure in una situazione ottimale i canali posteriori dovrebbero essere, se non identici, dello stesso livello qualitativo di quelli anteriori, poichè questi portano solo segnali d'ambienza (ed effetti nei film) non vi è una vera necessità di impiegare diffusori costosi ed ingombranti. E' peraltro invece opportuno che i woofer dei canali posteriori siano di buon diametro e qualità, in modo da riprodurre adeguatamente, insieme ai canali frontali, la gamma bassa (che sarebbe di pertinenza del subwoofer). Pertanto, se volete un impianto completo e ben funzionante con qualsiasi genere, scordatevi le scatole da scarpe ed i diffusori a bassa efficienza.

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Costruire l'impianto

 

Assemblare un impianto 4 canali è cosa completamente diversa e molto più semplice che mettere assieme un accrocco a 5.1.

Normalmente, in un impianto 5.1 il segnale digitale in uscita dal lettore viene inviato ad un amplificatore multicanali che lo decodifica, lo converte, lo pasticcia e lo amplifica il peggio possibile. Questi amplificatori sono inascoltabili dal punto di vista della vera hi-fi, ed è per questo motivo che la gente ha finito per convincersi che musica e video siano incompatibili.

Il punto fondamentale è invece usare una sorgente con i decoder interni, in modo da avere le 4 uscite analogiche che ci servono, con una qualità adeguata. Ad essa si può collegare un amplificatore a 4 canali oppure semplicemente usarne 2 stereo: uno per i canali anteriori, l'altro per i canali posteriori. Questa soluzione ha l'unico svantaggio di dover regolare 2 volumi invece di uno; peraltro si possono regolare separatamente i livelli avanti-dietro, che può essere utile per compensare le differenze tra un'incisione e l'altra. Inoltre quando si ascolta in stereofonia, il secondo amplificatore può rimanere spento.

In pratica, si tratta di aggiungere all'impianto stereo esistente i canali posteriori. Spesso un secondo impiantino è già disponibile. Molto più spesso, quello stereo esistente può essere trasferito ai canali posteriori, acquistandone uno migliore per i canali anteriori. Con poche migliaia di euro si può avere un impianto definitivo e pensare solo a godersi musica e film; costa meno di un vestito firmato e vi regala decenni di soddisfazioni.

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